mercoledì 21 giugno 2017

Opinione: Il Giardino Delle Farfalle, di Dot Hutchison

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Sinistro come Il silenzio degli innocenti
Accattivante come Il collezionista di ossa
Un grande thriller
«Inquietante!»
«Indimenticabile!»
«Intelligente!»


Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...


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Non pensavo mi avrebbe catturato così tanto.
Una scrittura estremamente scorrevole, che racconta una storia di orrore con toni schietti ma senza cadere nel (banale) splatter, mettendo inquietudine nel lettore insieme a curiosità riguardo la storia che la protagonista ci racconterà, riguardante gli ultimi anni appena trascorsi in una prigione particolare, sotto il controllo di un uomo davvero malato.

L'agente dell'FBI Victor è abituato ad avere a che fare con casi difficili, con vittime giovani e profondamente traumatizzate, ma guardando oltre il vetro vede Maya, una giovane donna, sopravvissuta a qualcosa che non si può immaginare, ma deve riuscire a farla parlare per scoprire cosa le sia successo e chi sia lei in realtà.
Traumatizzata e ancora sotto shock, si è chiusa a riccio fino a quel momento, quando entrerà nella stanza e cercherà di farsi raccontare la sua storia. Ma lei è intelligente e scaltra, e l'agente si renderà conto presto che c'è qualcosa che vuole nascondere a tutti i costi...

Scritto come un'enorme interrogatorio, senza sosta, senza capitoli superflui che stacchino questo racconto che racchiude molto per poter capire Maya, dall'infanzia della ragazza fino agli ultimi anni, da quando è stata rapita e portata nel Giardino insieme ad altre giovani donne come lei.
Una protagonista forte e con un carattere pungente, che ha dovuto affrontare di tutto nella vita, quasi a prepararla per quest'ultima terribile batosta.

Mescolando passato e presente, il lettore viene portato a conoscerla e capire i motivi dietro i suoi modi ed il suo carattere quasi impassibile, che l'hanno aiutata a sopravvivere in quel luogo e ciò che il Giardiniere faceva a lei e le altre ragazze, fino a mostrarci un mondo oscuro e perverso, in cui l'amore è stato distorto in modi assurdi.

Un libro che ho adorato dalla prima pagina, per come scritto e per la storia che racconta.
Imprevedibile ed oscuro, quando si pensa di poter prevedere qualcosa, si viene sorpresi con l'entrata in scena di qualcosa: un dettaglio, un personaggio,...qualcosa che stravolge ciò che sapevamo.
Cala leggermente nelle ultime pagine, ma è talmente una piccolezza che non intacca la storia minimamente.

Se amate questo genere di storie, non fatevelo scappare!
Un thriller così mi mancava, forte, crudele e straordinario allo stesso tempo.
Spero l'autrice continui così, perché ora sono curiosissima di leggere altro di suo.

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