lunedì 3 settembre 2018

Opinione: La Prigioniera, di Debra Jo Immergut



Ipnotico, esplosivo, ossessivo: un esordio folgorante per un libro venduto in tutto il mondo Due voci, un uomo e una donna, si alternano nel raccontare la loro storia. La storia che li ha portati dove sono adesso: in carcere. Frank come psicologo, Miranda come detenuta. Si erano già conosciuti ai tempi del liceo, quando Frank si era infatuato di questa ragazza, schiva e misteriosa e che neanche si era accorta di lui. Non è inconsueto incontrare casualmente una persona che ci ha fatto perdere la testa tanti anni prima. Di solito la vecchia passione si ridimensiona, più raramente si riaccende. Qui però la situazione è fortemente anomala. Il luogo, la prigione, è claustrofobico, la realtà che si vive è rarefatta e distorta. La relazione tra Frank e Miranda non può essere normale, eppure non è affatto chiaro chi dei due dipenda dall’altro, chi sia libero e chi non lo sia. E il passato, che si disvela a poco a poco coinvolgendo non solo i due protagonisti ma, per cerchi concentrici, le famiglie, i genitori e tutte le persone che fanno parte della loro vita, è un concatenarsi di eventi che ineluttabilmente li portano proprio dove sono adesso. Con un carico di emozioni, di frustrazioni, di passioni che non si sa che strada prenderanno: verso la salvezza? O verso la distruzione?
La prigioniera è un romanzo che parla di bene e di male, e di come bene e male siano ripartiti in ugual misura dentro tutti noi. In questo senso è un libro universale: i protagonisti sono persone normali, che vivono, sbagliano e tentano di riscattarsi dagli errori commessi. persone come noi.            
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Due voci molto diverse fra loro si alterneranno per tutta la narrazione.
La prima, quella di uno psicologo che da famoso privatista si è visto "declassare" in un istituto carcerario femminile per un errore non propriamente suo. Un "calcolo" sbagliato che lo ha rovinato e portato a doversi occupare delle criminali in un penitenziario.
La seconda, quella di una donna che potremmo dire 'qualsiasi', una detenuta a cui aspetta una condanna molto lunga...scopriremo leggendo il perché e come le cose l'abbiano condotta in quel luogo, e a quella pena.

Due personalità diverse e due ruoli opposti, che però si incontrano per caso durante una seduta e da quel momento cambierà tutto.
In primis per Frank, che si trova davanti la sua cotta del liceo che non avrebbe mai pensato di rivedere e mai in quelle circostanze. Lui ci parlerà attraverso una specie di diario personale, dove annoterà le sue impressioni e la sua visione piuttosto distorta dei loro incontri nei quali, andando avanti nel tempo, metterà da parte la sua etica prendendo una strada rischiosa, decidendo di fare qualunque cosa per aiutare Miranda. Questo il nome della giovane donna che, a differenza di Frank, ci parlerà attraverso i suoi pensieri, dandoci spazio nelle sue giornate e nei suoi ricordi, mostrandoci la vita in carcere per come viene percepita da lei.

Due vite apparentemente distrutte da qualcosa capitato loro e di cui si troveranno a scontare le conseguenze nella struttura, lei come detenuta e lui come psichiatra.
Si direbbe che definire chi è buono e chi cattivo è ben chiaro, eppure la linea fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è davvero sottile, e la capiremo meglio leggendo, scoprendo la personalità dei due protagonisti oltre che il loro passato.

Basteranno pochi mesi a far ribaltare tutto. In quel lasso di tempo vedremo entrambi prendere decisioni spesso confondendo cuore e ragione. Fra scelte impulsive, decisioni ponderate, percorsi giusti e strade sbagliate; uno spaccato di due vite messe davanti a qualcosa di impensabile che dovranno affrontare, ognuno a modo suo, a volte correggendosi mentre altre volte puntando alla scelta peggiore, ben consci dei rischi a cui si va incontro, eppure infischiandosene.

Una lettura davvero piacevole, rapida e scorrevole che ho chiuso in pochissime ore, lasciandomi un leggero "fastidio" nel finale, un po' prevedibile per i miei gusti. Però spezzo una lancia in suo favore poiché gli ultimi capitoli rendono con maggior impatto il concetto di potere e di fiducia, che se presi insieme e non con buone intenzioni, conducono a risultati davvero pessimi.

Un romanzo originale ed abbastanza imprevedibile, che mescola abilmente presente e passato, dandoti alcune tessere della vita di entrambi, ma non in perfetta linea temporale, da "costringerti" a finire per capire come siano finiti lì e come possano compiere certe decisioni.
La scelta delle due voci narranti, come il modo in cui ci parlano, è un'altra carta vincente.
Non il solito thriller che mi sarei aspettata prima di iniziarlo.
E' uscito da pochissimo e ringrazio Corbaccio per avermelo fatto leggere.
Fateci un pensiero, penso potrebbe piacere a molti.

1 commento:

  1. Ciao! Ti ho appena scoperta e già mi sono iscritta tra i follower :)
    Sarò onesta, dalla trama non ero convinta per niente di questo libro, la tua recensione però mi ha stimolato e incuriosito.

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