venerdì 10 luglio 2015

Blog Tour "Il Mio Imprevisto Più Dolce" di Chiara Trabalza: Gli Estratti, quinta tappa



La Quinta tappa del BlogTour dedicato a
"Il mio imprevisto più dolce" di Chiara Trabalza,
Lettere Animate editore.


Gli Estratti


Controllai la cottura dell’arrosto e delle patate in forno e intanto misi a tavola una bottiglia di vino rosso per l’arrosto. Mentre la stappavo però uno schizzo di vino mi macchiò la camicia bianca che avevo indossato per l’occasione.
«Porca miseria! No, il vino sulla camicia no!» imprecai. Ci misi subito un po’ d’acqua dal rubinetto ma la macchia si allargò e comparve un orribile alone rossastro. Sbuffai nervosamente e mi sfilai via la camicia, poi corsi in bagno per cercare di lavare subito via la macchia col sapone. Spalancai la porta ma mi fermai impietrito non appena vidi che in bagno c’era Elena sotto la doccia. Potevo vedere la sua figura longilinea da dietro il vetro opaco del box doccia appannato. Trattenni il fiato per non spaventarla ma ormai era troppo tardi, aveva sentito la porta aprirsi e si era voltata verso di me coprendosi con le mani come meglio poteva. Mi venne da sorridere vedendola così imbarazzata.
«Scusami, non sapevo che tu fossi in doccia. Mi sono macchiato la camicia e volevo solo lavarla» la rassicurai.
«Non importa, è tutto a posto ma ora esci subito» rispose con voce alterata. Sorrisi mentre seguitavo a guardare la sua figura sfocata da dietro il box cosparso di mille goccioline d’acqua.
«Un tempo non la tiravi tanto per le lunghe» commentai sarcastico. La provocai volutamente perché mi divertiva farla arrabbiare come quando eravamo bambini.
«Certe volte facevamo anche il bagno insieme nella stessa vasca» incalzai rincarando la dose.
«Un tempo avevamo cinque anni Liam, ora ne ho qualcuno in più evidentemente. Forse non te ne sei accorto ma non sono più una bambina, sono una donna!» mi rimproverò bruscamente mentre apriva un po’ la porta scorrevole del box e faceva capolino con la testa per guardarmi dritto negli occhi. Rimasi di sasso perché non mi aspettavo una reazione così scocciata da parte sua ma in fondo aveva ragione. Eravamo adulti adesso. Ed erano passati dieci lunghi anni dall’ultima volta che l’avevo vista.

^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ *


«Ehilà bentornata principessa» mi disse Liam uscendo dal bagno con l’accappatoio addosso.
«Sono appena rientrato anche io, per fortuna che stasera non faccio il turno serale così possiamo cenare assieme». Mi sorrise. Era tremendamente sexi con l’accappatoio e i capelli bagnati e arruffati.
“Dio mio Elena, smettila!” mi ammonì una vocina nella mia testa. Forse era da troppo tempo che non uscivo con un uomo, decisamente troppo. I miei ormoni stavano impazzendo tutto d’un tratto? E poi con Liam? Inorridivo al solo pensiero di me e lui a letto insieme. Eravamo cresciuti insieme, eravamo come fratello e sorella, non potevo avere simili pensieri. Mi sentii avvampare a quelle fantasie e abbassai prontamente lo sguardo per non farmi vedere da lui.

^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ *


«Ma chi sei, mio padre? Vieni qui e pretendi di dirmi con chi devo uscire e come devo vestire. Liam non ti riconosco più….sembrerebbe che tu sia geloso di me» conclusi mentre lo fissavo in cagnesco dritto negli occhi. Per un attimo nessuno dei due parlò. Ci guardavamo in silenzio, occhi negli occhi e nel suo sguardo mi sembrò di cogliere un po’ di tristezza, forse di delusione. Non capivo cosa stesse succedendo e cosa gli fosse preso. Sembrava quasi una scenata di gelosia. «E se anche fosse?» mi chiese a bruciapelo.
«Che cosa?» lo incalzai sollevando caparbia il mento.
«Se anche fossi geloso di te?» replicò con aria di sfida. Non capivo se stava scherzando per prendersi gioco di me o se stesse dicendo davvero . Avrei voluto chiedergli se fosse geloso di me come un fratello maggiore protettivo o se sentisse qualcosa di più. Ma le parole mi morirono in gola. Forse avevo soltanto paura di scoprire quale fosse la verità, paura di conoscere i suoi reali sentimenti. Non lo so, ma comportandomi da vigliacca non gli chiesi nulla e non sapevo cosa rispondere. Fortunatamente in quel momento il citofono suonò. Corsi a rispondere.
«Sì Matteo, scendo subito. Sì, sono pronta» dissi cercando di mantenere la voce più calma possibile.
«Non scendere. Non abbiamo finito e non hai risposto alla mia domanda» mi disse Liam avvicinandosi pericolosamente a me.
«Sì che abbiamo finito invece. Matteo mi aspetta giù e tu hai già contribuito a rovinarmi questa bella serata. Fatti una doccia e chiarisciti le idee» sibilai tra i denti. Poi aprii la porta e la richiusi sbattendomela con violenza dietro alle spalle. Corsi giù facendo i gradini due a due. Era la prima volta che litigavo con Liam in maniera così violenta e sentii una morsa al cuore e allo stomaco

^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ *


Ero furiosa con lui, lo detestavo e avevo voluto mettere un muro invalicabile tra di noi. Ma la verità era invece che ce l’avevo con me stessa perché ero così spaventata dal nuovo sentimento che provavo per Liam che incolpavo lui di avermi sedotta. Ma nel mio cuore sapevo benissimo che non era colpa sua, anzi, si era dimostrato così dolce e paziente verso di me che mi sentivo adesso una ragazzina capricciosa e immatura per averlo escluso così dalla mia vita. Guardai il cellulare e controllai nuovamente se ci fossero messaggi da parte sua. Niente. Ancora una volta sentii una fitta al cuore.

^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ *


Passarono giorni, poi settimane, infine mesi. Nel mio girovagare incontrai posti nuovi, conobbi nuovi amici, sperimentai nuovi lavori, riscoprii una forza d’animo che non credevo più di possedere. In fondo questo piccolo viaggio intorno al mondo fu più che altro un viaggio dentro me stesso. Forse dovevo soltanto perdermi per potermi poi ritrovare. Spesso le notti quando chiudevo gli occhi a letto rivivevo ogni attimo degli ultimi mesi passati accanto ad Elena e soprattutto risentivo sul mio corpo il calore e la morbidezza della sua pelle. Fare l’amore con lei era stato qualcosa di meravigliosamente dolce, incredibilmente profondo, mi era entrata nell’anima, era nel sangue che mi scorreva nelle vene, era nell’aria che respiravo, era sotto la mia pelle. Forse avrei dovuto tornare da lei. Forse non tutto era perduto. Ero così confuso, indeciso, anche arrabbiato. Alle volte mi sembrava di odiarla, eppure la amavo alla follia. E di nuovo la mia inquietudine e il mio tormento mi misero ancora una volta le ali ai piedi e mi spinsero a spiccare il volo.





Vi ricordo tutte le tappe del Blog Tour:
5 luglio "intervista all'autrice" http://parliamodilibriblogletterario.blogspot.it
7 luglio "i personaggi" http://libricheportoconme.blogspot.it/
8 luglio "le ambientazioni" https://onrainydaysblog.wordpress.com/
9 luglio "la copertina" http://questionedilibri.altervista.org/
10 luglio "estratti" http://viaggiatricepigra.blogspot.it/
11 luglio "1°capitolo" http://laladradilibri.blogspot.it/

1 commento:

  1. anche questa tappa entusiasmante non so cosa dire bellissimo libro da leggere sicuramente

    RispondiElimina