martedì 31 maggio 2016

Opinione: Una Famiglia Quasi Perfetta, di Jane Shemilt

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Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l'allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l'attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto...

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Un libro difficile da classificare. Non propriamente un thriller, più romanzato, ma carino perchè mostra cosa c'è dietro quello che spesso non vediamo. 
Diviso anche questo in diversi filoni narrativi: quando Naomi scompare, prima della scomparsa e un anno dopo.
Seguiremo la vicenda attraverso questi punti di vista che ci faranno capire molto in fretta quanto è diverso ciò che si crede 'vero': a volte vediamo solo quello che vogliamo vedere. 
Non può esserci titolo più giusto per questo libro, poichè all'inizio Jenny crede che la sua vita sia davvero perfetta! Che tutto vada bene, in quella bolla che ha creato, e in cui si rifugia una volta che Naomi non torna più a casa. 
 
Una faccenda che potrebbe capitare a chiunque, quasi banale. Una ragazza di quindici anni che esce per le prove di una recita, una pizza con gli amici,....ma non torna più. Passano le ore, ma la porta non si apre. E da lì il panico. Cosa le è successo?
 
Mille idee nella mente della madre (la nostra voce narrante), che puntano al rapimento poichè non può esser successo niente altro, ma si sbaglia di grosso, perchè Naomi non è quella che crede lei e lo scopriremo durante la lettura.
Nel 'futuro', ovvero un anno dopo, troviamo la stessa donna, distrutta da questa tragedia, anche se non sappiamo cosa sia successo in quell'arco di tempo. Dovremo sudarcelo, pagina dopo pagina. 
E il 'passato', ovvero prima della scomparsa della ragazza, quando la vita sembrava tranquilla ma invece notiamo che niente lo è. Vediamo le crepe. Notiamo quello che non è come Jenny ce lo facconterà. Dal marito, ai figli, al lavoro. Tanti piccoli dettagli a cui non si da importanza perchè "c'è tempo", ma che se colti subito avrebbero cambiato le cose.

Una storia che non mi è dispiaciuta, più psicologica e narrativa di molti thriller, quasi romanzata; 
un viaggio insieme a questa madre che sembra uscita dalle nuvole fin troppo spesso. Ammetto, a volte avrei voluto prenderla a sberle, più che altro per farla svegliare da quel suo mondo....
Vorrei dirvi di più, ma vi rovinerei la lettura.

I personaggi sono abbozzati e visti dall'ottica di Jenny, quindi il nostro pensiero è manipolato dalle sue sensazioni ed emozioni, almeno per molte cose, per altre ci rendiamo conto che quello che noi vediamo non è la stessa cosa che lei vede e percepisce.
Mano a mano che tante cose vengono a galla, non sai se prendertela con la madre o gli altri personaggi, perchè molti 'sanno', ma non parlano. E in una situazione del genere è da imbecilli, lasciatemi passare il termine. 
Il finale...non so se amarlo o odiarlo per come sono finite le cose. Forse entrambe, per vari motivi. 
Di sicuro è imprevedibile e lascia spiazzati. 

Come avrete capito il libro coinvolge, nel bene e nel male, il lettore. 
Spero qualcuno abbia empatizzato con la madre. Io no. Ma forse l'ho fatto solo con un figlio in tutta la storia. 
Permette di capire quanto sia facile illudersi e credere che alla facciata della gente, quanto sia semplice convincersi che i propri figli siano ancora bambini anche se stanno crescendo, quanto sia banale dare troppe cose per scontate. 
Un libro non male, che fa riflettere...

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