sabato 12 novembre 2016

BlogTour 22/11/63, di Stephen King / Focus su Jake/George


Benvenuti in questa tappa dedicata al protagonista del romanzo Jake/George.
Prima di parlarvi un pochino di lui, vi lascio i dati sul romanzo, bello e stupefacente, come solo king li sa scrivere....


Titolo: 22/11/63
Autore: Stephen King
Copertina rigida: 767 pagine 
Editore: Sperling & Kupfer
(Prima) Data Pubblicazione: 8 novembre 2011
Trama:
Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.


 FOCUS SU JAKE/GEORGE

Premetto che questo romanzo l'ho letto anni fa (e me ne sono innamorata), ma il nostro King non si perde in descrizioni percui, rileggendolo per la tappa, ho faticato a trovare dettagli sul nostro protagonista. Sarà perchè è lui la voce narrante, ma ci sono pochissimi dettagli fisici che trapelano dalle pagine. Per cui mi sono fatta aiutare anche dalla Serie TV (omonima) che è uscita all'inizio di quest'anno, nella quale hanno scelto James Franco per interpretarlo: una buona scelta, se me lo permettete, si può avvicinare molto al Jake immaginario e lo trovo un ottimo attore, anche se mi hanno detto che la serie si stacca molto e non è affatto bella quanto il libro, quindi: leggetelo! ;) 

Vi parlerò un po' di lui, di quando lo troviamo all'inzio del romanzo e dell'inizio del suo viaggio...ci ho pensato molto e preferisco non dire troppo, fermarmi per lasciarvi nel dubbio, per farvi venir voglia di leggere cosa farà e come cambierà, pagina dopo pagina, il nostro 'eroe'. 



Jake Epping è un insegnante d'inglese alla Lisbon Hight School, ma oltre ai ragazzi insegna anche ai corsi serali agli adulti che volgiono prendere un diploma. Alto un metro e novantatre, occhi azzurri e capelli castani, credo oltre i trentacinque anni. Divorziato e senza figli. Nato a Madison fin quando il padre non aveva ottenuto una cattedra di inglese all'Università del Maine, quando aveva undici anni. Da allora,non si era mai mosso.
Mai un'avventura.


Ma a sconvolgere tutto è la chiamata di un suo amico, Al, proprietario di una tavola calda che gli dice di far presto e passare a trovarlo in negozio. Quando arriva si trova spaesato: Al è diverso da quello stesso uomo che aveva visto solo il giorno prima: magro, dalla carnagione pallida,...malato ed invecchiato.
Anche se i suoi occhi sembrano tradirlo, per convincerlo Al lo porta nella dispensa e gli chiede una cosa molto semplice: di fare qualche passo in avanti e farsi un giro, solo così potrà credere a quello che gli dirà.

«Quanto durerà, Al? Perché ho ancora delle tesine da correggere prima di chiudere il registro di quest'anno e...» 
«Durerà quanto vorrai tu», disse. «Tanto sono solo due minuti. Sono sempre due minuti. Prenditi un'ora e fatti un giro, se vuoi, ma lascerei stare se fossi in te, almeno la prima volta. È una bella botta. Lo vedrai coi tuoi occhi. Ti fidi di me?»

[....]Ora girati verso il muro, sì, così, e fai due o tre passi in avanti. Piccoli. Passi da bimbo piccolo. Fingi di cercare a luci spente l'ultimo gradino di una scala, fai la stessa attenzione.» Feci come mi aveva detto, sentendomi l'uomo più idiota del mondo. Un passo, e abbassai la testa per non toccare il soffitto di alluminio... Due passi, e dovetti proprio piegare la schiena. Ancora due passi e avrei dovuto inginocchiarmi. Cosa che non avevo nessuna intenzione di fare, ultima richiesta di un moribondo o no. 
«Al, è una cosa stupida. A parte prenderti uno scatolone di frutta o uno di questi pacchetti di caramelle, qui non posso fare nien...» Fu a quel punto che il piede andò giù, come se avessi iniziato a scendere le scale. Solo che il piede era ancora lì, saldo sul linoleum grigio scuro. Lo vedevo coi miei occhi. 
«Eccoci», disse Al. La sua voce suonò meno roca. Le sue parole erano levigate e piene di soddisfazione. «L'hai trovato, compare.» Ma cosa avevo trovato? Cos'era che stavo provando, esattamente? La forza dell'autosuggestione sembrava la risposta più plausibile, perché, qualunque fosse la mia sensazione, il piede era lì sul pavimento, lo vedevo. Solo che... Avete presente quando, in una giornata luminosa, uno chiude gli occhi e vede l'immagine postuma di quel che stava guardando? Era la stessa sensazione. Quando guardavo il piede, lo vedevo sul pavimento. Ma quando battevo le ciglia, un millisecondo prima o un millisecondo dopo aver chiuso gli occhi coglievo un'immagine del piede su un gradino di legno. E non era nella luce fioca di una lampada da sessanta watt: era illuminato dal sole. Rimasi pietrificato. 
«Vai avanti», disse Al. «Non ti accadrà niente di male compare. Vai avanti.» Tossì forte, poi, in una sorta di ringhio disperato: «Ho bisogno che tu lo faccia!» E io lo feci. Che Dio mi aiuti, io lo feci. 
Riaprii gli occhi. Non ero più nella dispensa. Non ero più nemmeno nell'edificio. Anche se la dispensa non aveva una porta sul mondo esterno, io ero fuori.

Da quì l'incredibile inizio del racconto che porterà il nostro Jake attraverso la Tana del Coniglio per sbucare dove non avrebbe mai pensato.

Pensai di incamminarmi lungo Main Street per vedere cos'altro fosse cambiato, ma il proposito durò un secondo. Non aveva senso sfidare la sorte. E se qualcuno mi avesse chiesto dei miei vestiti? La mia giacca sportiva e i pantaloni non dovevano sembrare troppo strani, ma potevo esserne certo? Poi c'era il taglio di capelli: mi arrivavano al colletto della camicia. Nella mia epoca, era una cosa del tutto normale per un insegnante di liceo (addirittura un look conservatore), ma avrebbe potuto attirarmi occhiate in un decennio in cui rasare la nuca era normale compito di ogni barbiere e le basette erano esclusiva di ragazzotti rockabilly come quello che mi aveva chiamato «paparino». Certo, potevo dire di essere un turista, spiegare che in Wisconsin tutti gli uomini portavano i capelli un po' più lunghi e presto la moda sarebbe arrivata anche lì, ma i vestiti e i capelli (quella sensazione di stagliarsi sullo sfondo, come un extraterrestre che ha assunto sembianze umane basandosi su dati approssimativi) era solo parte del problema. A dirla tutta, ero proprio alterato. La mia mente non vacillava, penso che un essere umano abbastanza equilibrato possa assorbire molte stranezze prima di vacillare, ma alterato lo ero, e seriamente.

Tornato nella 'realtà' Al inzia a spiegargli tutto: 
[...]...quando scendi quegli scalini, sono sempre le 11:58 del 9 settembre 1958. Ogni viaggio è il primo viaggio.

E ogni viaggio dura solo 2 minuti in quel mondo. Per Al infatti erano passati 4 anni, e si era ammalato gravemente, obbligandosi a tornare indietro, ma Jake non è scemo, capisce che c'è qualcosa dietro...qualcosa che richiede più di quattro anni....

Ero disposto a scendere di nuovo quei gradini, a rimanere in quel mondo per più di quattro anni? Praticamente, a prenderci la residenza? E tornare due minuti dopo... ma quarantenne, con strisce di bianco che iniziavano a spuntarmi tra i capelli?

E tornando a parlare con Al capisce che il passato può essere riscritto e capisce anche a cosa mirava il suo amico, una missione che ora vuole affidare a lui

«Perché è di questo che stai parlando, vero? Dallas, 1963.» 
«Esatto», disse. «Io ho dovuto rinunciare. Ma tu non sei malato, compare. Sei sano e sei nella primavera della vita. Tu puoi andare, e impedire che succeda.» Si chinò in avanti. I suoi occhi non erano solo vividi: sfavillavano. 
«Puoi cambiare la storia, Jake, lo capisci? John Kennedy può salvarsi.»

Jake dopo averci pensato molto decide di tentare, ma solo verificando che sia sicuro cambiare gli eventi per più persone, ed è stato proprio uno dei suoi ex alunni adulti a dargli quell'idea, un uomo dall'infanzia e vita rovinata a causa del padre. Se cambiando quell'evento non succederà nulla, allora potrà pensare a Kennedy. A rassicurarlo è anche il fatto che ad ogni passaggio attraverso il Buco, tutto viene resettato e torna come la storia vuole che sia.

Il numero era 005-52-0223. Era intestata a George T. Amberson. Al mi porse una biro: «Firmala». [...] Quando feci per restituirgliela, mi invitò a tenerla. Poi mi diede la patente di guida di George T. Amberson. C'era scritto che ero alto uno e novanta, avevo occhi azzurri e capelli castani, pesavo ottanta chili. La data di nascita era il 22 aprile 1923, e vivevo al numero 19 di Bluebird Lane, a Sabattus. Guarda caso, era il mio indirizzo del 2011. 
«Al, quando hai messo insieme tutto questo?» 
«Quando ho capito che non ce l'avrei fatta ad arrivare al '63, ho lasciato il Texas e sono tornato a casa. Mi eri già venuto in mente, anche se non ti vedevo da quattro anni. Divorziato, senza figli, intelligente e, soprattutto, giovane. Ah, quasi dimenticavo: questo è il seme da cui è cresciuto tutto il resto. Ho copiato il nome da una lapide del cimitero St. Cyril, poi ho inviato una richiesta alla segreteria dello Stato del Maine.» Mi consegnò il mio certificato di nascita. Passai i polpastrelli sui timbri in rilievo. Al tocco, dava una delicata sensazione di ufficialità. Quando alzai lo sguardo, vidi che Al aveva posato sul tavolo un altro foglio. C'era un titolo: «SPORT 1958-1963». 
«Non perderlo. Non solo perché ti ci guadagnerai il pane, ma anche perché avresti un bel po' di domande difficili a cui rispondere se finisce nelle mani sbagliate. Soprattutto quando i risultati cominceranno a confermare i pronostici.»

Ok, ricorda un po' "Ritorno al Futuro", ma se volgiamo vederci parallelismi finiscono quì
Da questo momento ha inizio il suo viaggio, per diventare George e portare a termine questa prima missione, per capire se il futuro può essere cambiato...ma la storia non vuole essere modificata e Jake/George se ne accorgerà fin troppo presto e dovrà farci i conti durante la sua permanenza negli anni 50/60.


Tappe
08/11 Recensione - Questione di Libri 
09/11 Autore - Un lettore è un gran sognatore 
10/11 Ambientazione - La Lettrice Distratta
11/11 Differenze libro/serie tv - Leggendo Viaggiando 
12/11 Focus su Jake/George - Viaggiatrice Pigra 
13/11 Focus su Lee Oswald - Rachel Sandman Author 
14/11 Focus su Sadie - Liberi di scrivere


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13 commenti:

  1. Mi hai messo tantissima curiosità *_* devo assolutamente leggere questo libro. Sono curioso di questo personaggio.

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  2. La serie tv anche se con delle differenze rispetto al libro a me è piaciuta, merito forse dell'attore che hanno scelto che a me piace tanto! Rileggeró anche il librolibroerche l'ho letto tempo fa! Partecipi al blogtour
    grecoangela1987@libero.it

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  3. la curiosità mi spinge a leggere tutta la tappa ma non vorrei ci fossero spoiler! voglio prima leggere il libro e poi guardare la serie! ;)

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    1. Non ci sono Spoiler, sono contraria anche io a queste cose....ho cercato di presentare il personaggio senza dir troppo, lasciando la curiosità al lettore per capirlo meglio.... quello che ho riportato si ferma più o meno a livello della trama del romanzo ;)

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  4. Molto curiosa di conoscere meglio questo personaggio.
    Purtroppo non ho letto tutto il tuo post per paura che ci fossero spoiler visto che ancora questo libro di King manca alla mia lista dei libri già letti.

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    1. Non ci sono Spoiler, sono contraria anche io a queste cose....ho cercato di presentare il personaggio senza dir troppo, lasciando la curiosità al lettore per capirlo meglio.... quello che ho riportato si ferma più o meno a livello della trama del romanzo ;)

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    2. Non ci sono Spoiler, sono contraria anche io a queste cose....ho cercato di presentare il personaggio senza dir troppo, lasciando la curiosità al lettore per capirlo meglio.... quello che ho riportato si ferma più o meno a livello della trama del romanzo ;)

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  5. è emozionante conoscere il libro già dalle recenzioni già ti fai un'idea e non vedi l'ora di scoprire leggendo il libro se ti sei sbagliata o meno
    grazie dell'opportunità

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  6. Anche se le descrizioni sono poche, credo che scegliendo James Franco ci abbiano azzeccato in pieno!

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  7. Questa tappa è stupenda *_*
    Email: marco.smeraldi8@gmail.com
    Condivisione: https://www.facebook.com/smeraldi.marco/posts/1040991566012924

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  8. Troppo bello questo libro..mi piacciono molto quelli dove si parla di viaggi nel tempo..
    ho condiviso su google e twitter

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  9. Questa tappa mi ha messo addosso ancora più curiosità!.vedrò al più presto la serie TV ma prima preferisco leggere il libro.
    lauradomy@hotmail.it

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  10. Anche se non ho visto la serie tv comunque associo Jake a James Franco XD Belli gli estratti!

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