giovedì 4 maggio 2017

Opinione: Il Metodo 15/33, di Shannon Kirk

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Ha sedici anni, è incinta e vulnerabile, ed è appena stata rapita, scaraventata sul pianale di un furgoncino lurido. Dovrebbe essere terrorizzata, dovrebbe supplicare di essere liberata, ma non lo fa. Dal primo istante del suo sequestro, con freddezza, ha iniziato a pianificare la fuga, pregustando la vendetta. È metodica, calcolatrice, analitica; tutto ciò che scorge intorno a lei diventa una risorsa utile per il suo fine. Senza lasciare nulla al caso, sicura dei suoi tempi e delle sue mosse, aspetta il momento per colpire, e i rapitori si muovono ignari di avere tra le mani una fredda sociopatica. Gli agenti dell'FBI Roger Liu e la sua compagna Lola devono fare in fretta, ma per salvare chi? La vittima o l'aggressore? La linea che li separa, infatti, si assottiglia sempre di più.
 
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Che delusione!
Da come lo avevano presentato e da come ne avevano parlato altri lettori e/o blogger mi aspettavo un thriller psicologico coinvolgente ed interessante, ma mi sono trovata fra le mani una storia noiosa e che ho faticato a concludere.

I punti di vista sono due, quello di Lisa, una ragazza di sedici anni, e l'agente dell'FBI Roger Liu, che indaga sulla scomparsa.
Lisa è giovane, bionda, con gli occhi azzurri....ed incinta.
E' stata rapita per il bambino, ma quello che i suoi rapitori non sanno è che lei non è una ragazza come le altre, lei è particolare, più sveglia, intelligente, che non si piega facilmente, e dal primo istante in cui finisce nella sua camera/cella promette una morte dolorosa a chiunque si metta sulla sua strada e voglia portarle via il bambino. Iniziando a progettare un piano di fuga, calcolando con precisione tutti gli elementi a sua disposizione e analizzando ogni situazione in cui si trova.

La storia viene raccontata anni dopo, quando Lisa è adulta e scrive questa storia....anche se ci sono parecchie lacune in questo senso: non si capisce se il punto di vista di Liu, che si intreccia con il suo, sia stato scritto oppure no, né come, visto che lei lo vuole tenere segreto per i motivi che poi verranno spiegati...E' senza senso!
Un espediente decisamente sbagliato per raccontare questa storia.

Va beh, per il resto c'era una buona premessa iniziale: questa ragazza incinta, giovane, che può essere ritenuta una sociopatica, viene rapita ma che è ritenuta (dalle premesse) più pericolosa dei suoi carcerieri.
Grandi aspettative per questo, ma il tutto si perde....
Ripetizioni su ripetizioni, a volte snervanti e senza un motivo.
Ricordi per spiegare qualcosa che il lettore non vuole sapere e che non incide con la storia.
Pagine e pagine di cose inutili e superflue, giusto per cercare di dare un'atmosfera o una profondità alla storia, ma che l'affossano.

Si arriva alla fine volendo lanciarlo via per quanto irriti (ed io avendolo sul Kindle non era per niente un'idea buona!!!).
(Solo) 276 pagine, ma di cui almeno 100 le avrei cancellate, facendone un racconto, ma decisamente più d'impatto.
Insomma, se vi piacciono i thriller (psicologici in particolar modo) lo sconsiglio.
Ma a tanti è piaciuto, quindi: tenetene conto e pensateci, magari vi piacerà, magari no.

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