lunedì 1 maggio 2017

Opinione: La Casa Per Bambini Speciali. Miss Peregrine, di Ransom Riggs

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 Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi?
Su "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", è basato l'omonimo film, prodotto dalla Twentieth Century Fox, scritto e diretto da Tim Burton.
 
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Il primo volume di una trilogia particolare e piacevole.
L'avevo letto più di un anno fa, ma l'ho ripreso in mano per continuare con gli altri volumi, anche perché (dopo aver visto il film che ne hanno tratto) ero confusa su molti dettagli ed era meglio spolverare le idee.
Sono due cose molto diverse tra loro, a legarle vagamente la trama, ma il resto arriva dalla fantasia di Burton. Meglio che ne teniate conto prima di iniziare la lettura.

In questo libro si parla si Jacob, un ragazzo giovane e che era molto legato al nonno, come scopriremo attraverso i primi capitoli che ci raccontano le sue memorie e la sua infanzia.
"Intrappolato" in una cittadina piccola e monotona, con un futuro praticamente segnato nei centri commerciali che appartengono alla famiglia, lui era la sua unica ancora. Era.
Perché durante la crescita tutta la magia che le sue storie gli avevano regalato gli hanno regalato solo delusioni e risate da parte degli amici, e rimproveri dai genitori.
Il nonno gli raccontava di un'isola dove era cresciuto e dove era vissuto insieme ad altri bambini speciali, che avevano doni unici, e tutti erano controllati e protetti dai mostri da Miss Peregrine, la "governante" di quella casa. Aveva un bauletto di foto per ricordare questi amici d'infanzia, perché crescendo era dovuto andare via e non era più tornato.
Ma il padre (figlio del nonno) gli spiega che quei mostri erano i nazisti, che lo obbligarono a scappare e vivere lontano da casa, in un orfanotrofio, dal quale ha inventato questa favola.

Per questo Jacob, crescendo, inizia ad allontanarsi dal nonno, che però è sempre più malato e, un giorno, lo chiama delirando sui mostri, che lo hanno trovato e lo vogliono uccidere.
Il tempo di arrivare a casa sua, si troverà davanti alla casa devastata e nessuna traccia del nonno.
Lo troverà sul retro, ferito e che gli dirà di andare sull'isola, prima di spegnersi fra le sue braccia.
Ma non sarà la cosa peggiore, perché quel giorno Jacob vedrà qualcosa, un mostro, che sconvolgerà la sua vita.
Secondo i genitori è tutto inventato, ma lui crede profondamente che la risposta a tutti i misteri e la verità sia in quel luogo dove il nonno era cresciuto, riuscendo a farsi portare dal padre e dando inizio ad un avventura che mai avrebbe immaginato.

Una storia davvero bella e originale, che coinvolge i ragazzi (ma anche gli adulti, per il suo stile e la storia ben fatti) perché dentro ognuno c'è la speranza di avere qualcosa, un dono, ed essere Speciali.
Scorre veloce e si legge in fretta, lasciando aperta la strada alla fine del libro che continua nel seguente. Senza pause, senza stacchi. Una trilogia che può essere un libro unico, se vogliamo.
E questo, lo ammetto, è il capitolo che preferisco.
Fatevi catturare...

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