martedì 23 maggio 2017

Opinione: La Legge Del Drago, di Lorenzo Visconti

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«E questo dove sta scritto?»
«Da nessuna parte: è la legge del Drago. Se non la rispetti ti spezzo le ossa.»

Lorenzo Visconti, detto il Drago, è un poliziotto della questura di Milano che dopo essere stato incastrato per un delitto che non ha commesso, vede andare in frantumi la propria carriera. Rilasciato in attesa di processo ha un solo obiettivo: scoprire il vero colpevole.
Senza lavoro e senza prospettive, non gli resta che mettere l’esperienza e il fiuto da ex sbirro a disposizione del miglior offerente, legale o illegale che sia.
Quando però viene assunto per indagare sull’apparente suicidio di una ragazzina in un parco, si trova invischiato in una storia più grande di lui che lo proietta in un incubo di marciume e violenza. A coprirgli le spalle la sua ex collega Lara Serrano e Jamel Blanchard, un francese dalla pelle scura con la fissa per le nuove tecnologie.
La legge del Drago è un noir dai toni forti, in una Milano corrotta e spietata, nel pieno di una crisi economica che sta per devastare le esistenze di molti.

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Davvero un libro che mi ha sorpreso.
Tra le mani sembrava piccolo e quindi non sapevo come giudicare (all'apparenza) il contenuto, ma non fatevi confondere. Sembra piccolo, ma dice davvero tanto senza tagliarsi, cosa rara nei thriller.
Anche rispetto a tante altre storie, questa è più personale, più viva,...mi ha colpito di più di tanti altri gialli/thriller che sono in commercio, con tanta pubblicità alle spalle ma pochissimi contenuti.

Il protagonista è Drago, ovvero Lorenzo Visconti, un ex poliziotto che esce dopo 8 mesi in galera in attesa di un processo, per il cui crimine è stato incastrato. Stava indagando riguardo a delle irregolarità presso delle nuove strutture per l'Expo e a qualcuno questo non deve essere piaciuto.
Fuori, si trova senza lavoro e senza idee per come andare avanti, sarà uno strozzino che lui conosce bene (che gli aveva proposto già di lavorare per lui quando ancora portava la divisa) e che ritenta ora che non è più uno sbirro. Senza altre alternative, accetta qualche lavoretto, qualche pestaggio, ma ha una morale sotto sotto, che capiremo andando avanti.

Nel frattempo viene contattato da una sua ex collega (e più o meno ex amante) Lara Serrano, che gli propone di indagare sul caso di una ragazzina trovata morta in un parco. Un apparente suicidio a cui lei non vuole credere, ma che i superiori premono per chiuderlo bollandolo come suicidio.
Contattato anche dal padre, inizierà questa indagine, parallelamente riprendendo quella chiusa 8 anni prima, perché qualcuno lo vuole incastrare ma lui non ha intenzione di arrendersi o aspettare con le mani in mano.

Un anti-eroe, ma con cui ci troveremo a fare il tifo.
Non si fa problemi ad aggirare la legger per ottenere ciò che vuole, a picchiare dove necessario, a minacciare o ricevere botte per arrivare alla meta.

Durante il racconto avremo un'altra voce che ci farà vedere le cose da altri punti di vista, ovvero Jamel, un nero di origine francese molto in gamba coi computer e l'elettronica, che incrocerà la strada con Drago e ne passeranno insieme parecchie, alla fine facendo amicizia.

Un libro scorrevole e ben scritto, che porta la storia avanti senza annoiare il lettore né forzare alcune parti. Tutto si guadagna e, passo dopo passo, riusciremo ad entrare sempre di più nella storia e (un po') nella mente del Drago, per capire chi è, come si muove e la sua morale.
Oltre alla domanda che fin dalle prime pagine ci fa chiedere:
riuscirà a trovare un modo per scamparla e scagionarsi?
Dovremo attendere per sapere se si oppure no, ma ne varrà la pena per ciò che scopriremo leggendo.

Molto bello!
Sono curiosa di leggere ancora di lui...vi anticipo che è già programmata l'uscita del secondo volume.
Cosa aspettate?!?

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